HOME Notizie Legale per sei mesi agli arresti. La Cassazione: ingiusta detenzione
SAPRI: LEGALE PER SEI MESI AGLI ARRESTI. LA CASSAZIONE: INGIUSTA DETENZIONE

Articolo tratto da: "Il Mattino"

La Cassazione dà ragione al giudice di pace coinvolto alcuni mesi fa nella vicenda delle auto di lusso rubate: non doveva essere arrestato, non c’erano indizi di colpevolezza.
Una megatruffa scoperta dalla Procura di Roma che aveva portato in carcere 14 professionisti, con una quarantina di indagati e che avrebbe prodotto un danno di alcuni miliardi di vecchie lire alle Assicurazioni. Soldi sborsati soprattutto per pagare premi di incidenti fasulli.
L’avvocato Giuseppe Fortunato, originario di Praia a Mare, sarebbe stato indagato perché in una causa tenutasi presso il suo ufficio di Sapri aveva emesso una sentenza a favore di una persone risultata poi essere tra i componenti dell’organizzazione.
Il giudice calabrese, accusato di presunta associazione a delinquere, si è fatto quindici giorni di carcere e cinque mesi di arresti domiciliari. La vicenda delle auto fantasmi (denominata “Gosth cars”) è scoppiata nel mese di febbraio su indagini condotte dalla Polizia e dai Vigili di Roma.
Su richiesta conforme del procuratore generale dottor Francesco Iacoviello - accogliendo il ricorso degli avvocati di fiducia Agostino Fortunato e Alessandro Cassiani – la VI Sezione Penale della la Suprema Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma «ritenendola illegittima per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza». La notizia è stata ufficializzata dai difensori di fiducia che esprimono piena soddisfazione per il risultato conseguito.
“Anche se ci sono voluti ben sette mesi, che hanno costituito un martirio per l’indagato, penalmente si è giunti alla verità che stabilisce l’assoluta estraneità del Fortunato ai reati contestati, di presunta associazione a delinquere” afferma l’avvocato Agostino Fortunato, difensore e padre del giudice indagato. Lo stesso avvocato di fiducia aggiunge che il giudice era finito nella bufera «solo per aver emesso una sentenza a favore di una persona poi risultata essere solidale all’organizzazione coinvolta nella megatruffa: malgrado in altre due occasioni avesse emesso sentenze contrarie».
Viene, infine, precisato che, non essendo emersi elementi nuovi a conclusione delle indagini , il pronunciamento della Suprema Corte dovrebbe portare alla piena riabilitazione dell’indagato, con proscioglimento e archiviazione del processo in calenadario presso il Tribunale di Roma per il prossimo 27 novembre. Grande soddisfazione anche a Sapri dove Giuseppe Fortunato svolgeva l’incarico di Giudice di Pace e dove abita suo zio Tulio, vecchio preside delle Scuole Medie.
«Avevo avuto sempre fiducia nella serietà di mio nipote. Una montatura scaturita da una vicenda assurda. Siamo contenti che la verità sia venuta finalmente a galla» afferma il noto e apprezzato professore.
Mario Fortunato
News pubblicata il 23-09-2008, letta 689 volte
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